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Chi usa le nostre immagini? Un’accenno al Reverse Image Search

stop-furto-immaginiPartiamo in quest’articolo con un minimo di teoria: cos’è il Reverse Image Searching? Si tratta, molto semplicemente, di effettuare una ricerca sul web, non a partire da una parola od una frase, ma a partire da un’immagine, in modo da sapere quali e quanti siti ospitano la stessa immagine (o versioni della stessa in diverso formato). Gli utilizzi pratici di tale sistema di ricerca li abbiamo provati ad enumerare in calce all’articolo, qui.

Esistono diversi motori di ricerca specializzati nella ricerca di immagini, alcuni molto famosi come Tinyeye ed altri più specializzati per categorie di immagini (ad esempio in giappone ci sono molti motori specializzati nella ricerca di manga ed anime) che spesso vengono aggregati da altri portali che consentono in un’unica ricerca di consultarli tutti rapidamente, come accade in Multi Image Search, ad esempio. L’elenco completo dei motori di ricerca specializzati in immagini è disponibile in calce all’articolo, qui.

Ma ovviamente uno dei metodi più semplici per effettuare una ricerca per immagini è quello di utilizzare Google, il motore di ricerca più famoso, che nella sezione relativa alla ricerca delle immagini, non solo consente di trovare le immagini in base ad una parola od un testo, ma consente appunto di effetturare questa ricerca al contrario a partire dall’immagine stessa. Come si può vedere dallo screenshot sotto riportato, nella sezione “Immagini” di Google occorre cliccare sull’icona della macchina fotografica possa alla destra della casella di inserimento del testo per la ricerca.

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Come si può vedere nello screenshot per cercare tramite un’immagine bisogna innanzitutto cliccare sull’icona della macchina fotografica che abbiamo, per comodità, cerchiato di rosso. A questo punto si aprirà un’ulteriore finestra di dialogo il cui aspetto è riportato nello screenshot sottostante

googleimmagini2Qui Google ci da la possibilità di scegliere se intendiamo effettuare la ricerca a partire dall’indirizzo web di una foto (quindi con il tasto destro del mouse avremo precedentemente effettuato l’operazione di “Copia Indirizzo Immagine”) o se intendiamo caricare un’immagine dal nostro computer locale. Noi abbiamo per motivi di semplicità e riservatezza fatto una ricerca sulla foto standard del profilo di facebook, per che ha portato ben 84.100.000 milioni di risultati! Ecco il risultato della ricerca.

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Come si può ben vedere nella parte alta della ricerca è riportata la foto a partire dalla quale abbiamo provveduto ad effettuare la ricerca, mentre nella parte centrale, Google propone una serie di immagini “simili” a quella che abbiamo inserita; ma i veri e propri risultati appaiono scorrendo i risultati di ricerca verso il basso con una serie di siti o di profili pubblici di Facebook che utilizzano la foto del profilo standard. Ovviamente la ricerca di esempio che abbiamo effettuato non ha molto senso, ed è stata effettuata solo per consentire una semplice individuazione delle potenzialità dello strumento chiamato “reverse image search”. Inoltre bisogna aggiungere che sia Google, sia gli altri motori di ricerca per immagini  come il già citato Tinyeye consentono l’installazione di componenti aggiuntivi nei vari browser in modo da consentire la ricerca delle immagini già attraverso il menu contestuale che appare alla pressione del tasto destro del mouse, una funzionalità che abbiamo trovato decisamente rapida ed efficace.

Il Reverse Image Search per individuare l’utilizzo abusivo delle foto.

L’utilizzo precipuo di questo strumento, che ci ha spinto scrivere questo breve articolo, è quello di identificare i siti o magari i profili facebook che utilizzano foto di nostra proprietà in modo abusivo. Si può trattare di foto personali, utilizzate da altri, e quindi potrebbe configurare addirittura un caso di furto di identià, o si potrebbe trattare di foto artistiche o comunque di lavori grafici di nostra proprietà, di cui l’utilizzatore abusivo non ha diritto d’uso (ad esempio collezioni di foto o di clipart che siano in vendita e di cui l’utilizzatore non ha pagato i diritti d’autore). Per quanto riguarda uno dei limiti però di questa tipologia di ricerca bisogna ammettere che nel caso di foto utilizzate in profili facebook non pubblici (e quindi non visibili se non dagli iscritti al social network), sia Google che gli altri motori non riescono ad identificarle: pertanto è uno strumento “utile” ma potrebbe anche non essere “risolutivo”.

Altro utilizzo che può essere interessante, soprattutto dagli abitudinari dei social network, è quello di controllare la foto del profilo delle decine di persone che quotidianamente ci chiedono l’amicizia; in questo caso si potrebbero avere dei risultati solo nel caso in cui la foto utilizzata nel profilo non sia di proprietà dell’utente che ci vuole aggiungere alla propria cerchia di amici, ed è quindi un indizio di un cosiddetto profilo “fake”, da cui faremmo bene a tenerci alla larga.

Il Revese Image Search per altri utilizzi interessanti.

Ma ovviamente il Reverse Image Search può essere utilizzato anche per altri fini, alcuni decisamente interessanti, e quasi tutti coincidenti con l’attività dell’identificazione. Qui sotto ne riportiamo alcuni esempi.

1. Identificazione di un personaggio famoso. – Inserire nella ricerca per immagini una foto di un personaggio famoso di cui vogliamo conoscere il nome è sicuramente un modo molto semplice per risalire al personaggio. Se la foto del personaggio famoso è pubblica, sarà stata utilizzata sicuramente da testate giornalistiche online o da blog, che ci saranno quindi utili al nostro scopo.

2. Identificazione dell’autore di un’opera artistica o di un artwork. – Altrettanto interessante potrebbe essere risalire all’autore di un quadro o di un’opera grafica a partire dall’immagine della stessa. Si tratta di uno strumento che può essere utile e soprattutto rapido ed efficace.

3. Identificazione di un prodotto od un immobile. – Se partiamo invece, dalla foto di un prodotto (ovviamente senza etichetta, altrimenti sapremmo già di che si tratta) o di un immobile, magari trovato presso siti di vendite online od immobiliari online, con il reverse image search, sarà possibile trovare gli altri risultati disponibili in rete per il medesimo prodotto o per il medesimo immobile. Ad esempio se la foto di una casa in vendita è presente in un sito immobiliare, è possibile che il proprietario abbia dato più mandati, od abbia utilizzato più canali per la tentata vedita. Attraverso questa ricerca quindi potrebbe essere possibile trovare lo stesso prodotto o lo stesso immobile, magari a prezzi e condizioni differenti rispetto a quelli che avevamo precedentemente trovato.

4. Identificazione di animali, insetti, piante, e simili. – Un ulteriore utilizzo della funzione di ricerca per immagini, e nel caso di Google, sfruttando al massimo la funzione delle “immagini visivamente simili” può essere quella di identificare una pianta, un animale, un insetto od anche un oggetto di cui non ne sappiamo abbastanza. Se la foto che utilizzeremo per la ricerca è stata da noi trovata su internet, molto probabilmete troveremo altri siti che l’hanno utilizzate e quindi potremmo accedere alle informazioni che ci interessano. Se invece la foto la abbiamo scattata noi, ovviamente è proprio la funzione delle “immagini visivamente simili” che ci potrebbe venire incontro. Diciamo potrebbe in quanto spesso la similitudine viene rilevata dai motori di ricerca più per forme e scale cromatiche, che attraverso un analisi dettagliata del soggetto fotografato, così a volte potrebbe non essere affatto precisa. Questo limite è stato imposto per evitare che a partire da una foto qualsiasi si potesse giungere a risalire all’identità delle persone, e per questo l’algoritmo di ricerca è stato “allargato”, per essere meno invasivo e preciso. Ci sembra un prezzo da pagare necessario per tutelare la privacy nel mondo dell’informazione globale.

I principali motori di ricerca per il “Reverse Image Search”.

Concludiamo il nostro articolo con una enumerazione dei motori di ricerca in cui è possibile ricercare le foto, ed ovviamete partiamo da Google.

1. Google Immagini – Google resta uno degli strumenti più semplici da utilizzare anche in questo campo specifico. A quanto già detto fin qui occorre specificare che dopo la prima ricerca è possibile selezionare una serie di criteri di ricerca avanzati ed aggiuntivi per rendere i risultati più mirati

2. Tinyeye – Tinyeye è stato uno dei primi motori di ricerca per immagini e resta ancora oggi uno dei più efficaci. Da segnalare la presenza del plugin per Firefox o Chrome che consente la ricerca per immagini direttamente dal browser all’interno della fase di navigazione. Può essere un ottimo strumento per la ricerca di chi utilizza abusivamente foto sul web.

3. Bio Image Search – Inizialmente sviluppato in modo indipendente da alcuni sviluppatori, Bio Image Search è stato di recente acquisito dalla società a cui fa capo Tinyeye ed è diventato uno strumento di ricerca a pagamento, ma crediamo particolarmente utile per fotografi professionisti in quanto consente una serie di opzioni per la ricerca basate sui colori, sulle forme, sulla luminosità, decisamente più aggressivi e pertinenti rispetto a quelli messi a disposizione gratuitamente da Google con le “immagini visivamente simili”.

4. RevImg – Si tratta di un semplice motore di ricerca per immagini che consente anche di limitare la ricerca in determinati campi tematici; particolarmente utile nel caso di ricerche da effettuarsi per l’individuazione di animali, insetti, piante, fumetti, personaggi, etc.

5. Multi Search Engine – A questo motore di ricerca, con una grafica essenziale e quasi assente, abbiamo già accennato in apertura del nostro articolo. Attraverso un unico inserimento è possibile effettuare contemporaneamente la ricerca in più motori, alcuni dei quali specializzati in ambito tematico

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