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Lo “spam”, non solo un problema di email

Tutti noi conosciamo più o meno il fenomeno dello spam; e tutti noi lo associamo direttamente od indirettamente ai messaggi “indesiderati” e non richiesti (unsolicited) che arrivano nelle nostre caselle mail (fortunatamente ora anche filtrate a monte dagli internet providers) quasi tutti i giorni. Ma il fenomeno dello spam è antico, e spesso più vasto di quello che a prima vista può sembrare; non riguarda  solo le caselle email, ma può applicarsi ad un contesto più vasto.

Innanzitutto lo “spam” consiste nell’invio di messaggi ad una pluralità di destinatari attraverso la tecnica del “flooding” ovvero una vera e propria inondazione, che consenta di raggiungere utenti che singolarmente presi non avrebbero acconsentito alla diffusione/lettura del messaggio inviato. I messaggi sono in genere promozionali e/o commerciali e pubblicizzano prodotti di dubbia qualità, schemi piramidali e/o catene di sant’antonio (del genere “come diventare ricchi”, o “come fare soldi in poco tempo”), o servizi al limite della legalità. Gli “spammers” possono con un costo davvero risibile inondare la rete di messaggi-spazzatura, in quanto scaricano a valle il costo effettivo del proprio comportamento; l’aumento vertiginoso dei messaggi spam comporta un costo in infrastrutture informatiche sostenuto dagli internet providers, per trasmettere dati “assolutamente” inutili. I mezzi con cui questa tecnica può propagarsi sono molteplici: ai tempi di Usenet (i buoni e cari vecchi newsgroup) gli spammers inviavano messaggi a più newsgroup contemporaneamente e raggiungevano l’utenza di tutti gli utenti iscritti a quelle particolari liste di discussione; oggi lo spam viaggia anche sui social network, anche se è decisamente più semplice segnalarlo e rimuovere gli accounts degli spammers; ma anche attraverso le reti peer to peer sotto forma di allegati civetta od ingannevoli; ed ancora attraverso il cosiddetto “comment spamming”, molto comune nei commenti ai blog non moderati.

Ma il mezzo più comune attraverso cui viene ancora oggi diffuso lo spam resta l’email. La nostra email è spesso stata introdotta in forum, blog pubblici, social network e risulta quindi accessibile a tutti. Gli spammers utilizzano programmi automatizzati per la ricerca di email dal web, ed estraggono continuamente dai singoli siti milioni di email di possibili “utenti”. Un semplice consiglio, dato che lo spam è davvero ineliminabile, oltre a quello di impostare correttamente tutti i filtri anti-spam che normalmente qualsiasi programma di posta elettronica mette a disposizione (seppur con molti limiti, quante volte è capitato che automaticamente venga classificato come spam magari un messaggio che aspettavate…), è quello di utilizzare un’email per le comunicazioni “protette” solo con i vostri contatti personali, ed un’email per l’attività pubblica su internet. Secondo noi è un metodo semplice, economico (per le email gratuite su internet c’è davvero l’imbarazzo della scelta) e soprattutto abbastanza efficace.

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