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La reputazione online: un elemento sottovalutato.

Con l’avvento del web 2.0, con blog, siti personali a disposizione di tutti, social network, forum i nostri dati personali e la nostra persona è esposta verso il pubblico più che in qualsiasi altra epoca passata. Questo elemento porta ad una serie di valutazioni che sarebbe bene fare prima di rendere i nostri profili sociali visibili, o prima di postare commenti a blog con le nostre generalità reali anziche con un semplice nickname.

Se facciamo una semplice ricerca in google con il nostro nome e cognome (provate a farla), appariranno una serie di risultati: i primi saranno sicuramente quelli che rimandano alla nostra pagina del profilo di facebook, ma anche ad altre pagine, magari pubbliche, in cui abbiamo inserito commenti. Le altre in genere si riferiscono ad altri account o profili che abbiamo in altri portali, che spesso non sapevamo fossero pubblici.

Fin qui tutto in qualche modo controllabile, in quanto impostando accuratamente le diverse opzioni sulla privacy presenti oramai in quasi tutti i social network, possiamo in breve tempo ovviare a questo problema; alla prossima scansione del web, google non troverà più i nostri profili e commenti pubblici, ed avremo “pulito” dai risultati di ricerca il nostro “nome”.

Tuttavia, come dicevamo in apertura, tutti possono inserire dati sul web, grazie ai CMS ed ai social network; cosichhè potrebbe accadere (anche se in genere accade più per personaggi famosi) che qualcuno abbia associato al nostro nome dei comportamenti negativi, veritieri o meno; è quanto accade all’interno di ebay con il sistema dei feedback (chiamati “sistemi integrati di gestione della reputazione online”), solo che all’interno di ebay (come delle altre piattaforme serie) esiste un controllo del gestore della corrispondenza al vero delle lamentele inserite da un aquirente nei confronti del venditore, grazie ad un sistema di “composizione delle controversie” che porta nel 90% dei casi a non incidere negativamente sul feedback.

Ovviamente quello che abbiamo fatto di ebay è solo un esempio, tra l’altro regolamentato, di come un giudizio negativo di terzi possa compromettere la nostra immagine online. Ma ammettiamo che qualcuno che ci vuole male, apra blog gratuiti e cominci a diffarmarci? Cosa fare in quel caso? Ed ovviamente ciò può accadere (ed accade regolarmente) anche nei social network.

Il problema della reputazione online è sicuramente uno degli aspetti più controversi e più sottovalutati delle attività online. Per ora abbiamo provveduto solo ad un accenno, ma sono moltissimi i mezzi attraverso cui la nostra immagine personale può essere danneggiata online (ad esempio a mezzo diffamazione, come già detto, attraverso la pubblicazione di materiale fotografico e video che ci riguarda e che ci è stato sottratto, etc.).

Se l’argomento interessererà procederemo a trattarlo inserendo articoli in merito ad aspetti specifici del “reputation management”, e soprattutto alle singole contromisure che è possibile prendere in proprio senza affidarsi a terzi esperti del settore.

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